Weekend a Predappio

Predappio, in quest'angolo di Romagna sono state scritte alcune delle pagine più importanti della storia italiana

Predappio
Foto di Andrea
A soli 30 chilometri dal Parco delle Foreste Casentinesi nella valle del fiume Rabbi quasi al centro del cuore dell'Appennino romagnolo sorge Predappio, una piccola cittadina passata alla storia per aver dato i natali a Benito Mussolini. Con questa eredità pittosto gravosa la città dovuto fare i conti per molti anni fino ad una sua completa di riabilitazione agli occhi di tutta l'Europa. 
Ben lontana da l'ideologia fascista la città ha saputo ricostruire, grazie al indiscutibile patrimonio culturale architettonico legato al comunque periodo razionalista il proprio futuro.
Predappio si presenta come un vero e proprio museo a cielo aperto ed è senza ombra di dubbio qui che si trova la testimonianza più profonda e significativa dell'architettura del periodo fascista giunta intatta fino a noi. Non a caso la città rientra a pieno titolo nei percorsi valorizzati a livello europeo dal progetto "Atrium" che tende a promuovere il turismo storico nei paesi dove i regimi totalitari hanno profondamente caratterizzato anche lo sviluppo urbanistico e il design cittadino.
 
Un  weekend a Predappio innanzitutto è un appuntamento con la storia, un'occasione per riflettere sul passato e guardare il futuro; quello che vi proponiamo, quindi, è un percorso dedicato proprio a questo, alla riscoperta dei profondi segni e delle tracce lasciate su questo territorio.
Predappio così com'è affonda le sue origini intorno agli anni '30 quando mosse i suoi primi passi una città nuova voluta proprio dal Duce per riallacciare il legame tra le sue origini popolari e la modernità che l'allora capo del governo voleva imprimere a tutto il paese; una innovazione che trovò uno dei suoi più fulgidi esempi nell'ex stabilimento Caproni, un complesso architettonico situato nelle prime colline della Predappio nuova dove scostruivano velivoli.
Funzionalità ma anche maestosità e monumentalità sono i termini con cui si può identificare la piazzetta che ospitava poi il mercato di viveri costruita sempre intorno agli anni 30: si tratta di un esedra porticata costruita con 12 arcate che circondano quello spazio una volta dedicato al mercato cittadino. Una visita è d'obbligo anche alla casa natale di Benito Mussolini, un edificio di modestissima fattura, nel quale il Duce venne al mondo nel 1883. Oggi la struttura è spesso utilizzata, specie nel periodo estivo, come spazio espositivo per mostre conferenze e appuntamenti storico artistici.
Di certo l'elemento emblematico per eccellenza di Predappio è il palazzo Varano costruito intorno al 1926. Prima di ospitare il Municipio l'edificio era una scuola elementare nella quale insegnò anche Rosa Maltoni. Lo stesso Mussolini a proprie spese sostenne i costi per l'acquisto degli arredi del nuovo palazzo comunale
Le umili origini della capo di governo influenzarono moltissimo lo sviluppo urbanistico architettonico della nuova Predappio attirando anche simpatie oltralpe e a tal proposito basti ricordare "Casa Becker" finanziata da Lord William Becker per sostenere il nuovo insediamento dei cittadini e far fronte al disagio abitativo delle famiglie che erano rimaste senza a casa dopo la spaventosa frana avvenuta nel 1923.
L'importante intervento urbanistico il repentino sviluppo di questa nuova città spinse molti cittadini ad emigrare e a trasferirsi proprio in quella Predappio nuova che prendeva forma di giorno in giorno e a ritmi impressionanti, tanto che la costruzione delle case economiche venivano completate in tempi brevissimi con una conseguente riduzione degli elementi decorativi e di pregio architettonico.
Dalle abitazioni ai palazzi pubblici il passo è breve e qui esempi importanti li ritroviamo nel Palazzo della Sanità che sorge sulla piazza principale di fronte a Palazzo Varano. Questo edificio originariamente avrebbe dovuto ospitare un cinema un teatro un portico con magazzini e negozi. La casa dei sanitari in realtà divenne un edificio a tre piani in cui si trovava la farmacia gli uffici dell'amministrazione, il custode è l'abitazione dell'infermiere e del conducente dell'ambulanza.
Un altro splendido esempio della architettura razionalista è l'edificio postelegrafonici costruito intorno al 1925: un vero e proprio parallelepipedo di circa 20 metri a due piani che dovevano ospitare gli uffici postali al pianterreno e gli alloggi dell'impiegato di stazione al piano superiore. Belli sulla facciata sono i tondi realizzati dallo scultore bolognese Ulderigo Conti.
Un altro elemento caratteristico di Predappio e del periodo fascista è la casa del fascio e dell'ospitalità per la quale fu indetta una raccolta di fondi pubblica nel 1926. 
Il progetto fallì miseramente e la costruzione venne rimandata a metà degli anni '30. Questa era sede degli uffici del partito ma anche centro della vita politica e sociale del fascio; interessanti sono le vicende legate alla progettazione della torre littoria che da un lato si rifaceva ale architetture medievali dei palazzi comunali e dall'altra invece puntava direttamente a rivaleggiare con le torri campanarie delle chiese. La casa del fascio era organizzata su tre livelli. al piano interrato vi era un albergo diurno, al piano superiore si trovavano 2 bar un ristorante e una sala di lettura mentre al primo piano vi era il cuore pulsante del partito gli uffici e la sala delle riunioni.
Si potrebbe andare ben oltre e raccontare ancor più in profondità il museo a cielo aperto di Predappio ma forse per scoprirla meglio e per viverne in a pieno tutte le sensazioni, le emozioni rivivere le scene attraverso i racconti degli abitanti della cittadina romagnola è la scelta migliore. Vero è che se in un weekend potrete vedere Predappio in lungo e in largo, in una manciata di giorni non vi basteranno invece per scoprirne la storia nella sua complicata ma interessantissima interezza.
Chiudiamo allora questo percorso invitandoli a visitare il cimitero di San Cassiano in pennino ricostruito con uno stile bizantineggiante. Al suo interno si trova anche la pieve di San Cassiano che risale al decimo, undicesimo secolo. Nel cimitero si può visitare la tomba di Benito Mussolini e della famiglia che ancora oggi è meta di tanti curiosi e turisti provenienti da tutto il mondo.
 

Eventi, tradizione, piatti tipici, cultura: l'atmosfera più verace della Romagna si respira forte in questo territorio

Predappio
Foto di Andrea
Per smorzare i toni e vivere momenti di divertimento e di leggerezza potete abbandonarmi ai piaceri della tavola.
La tradizione della cucina romagnola a Predappio è viva e vegeta e non potete quindi andarvene senza aver gustato i primi piatti a base di sfoglia all'uovo, i salumi e i formaggi. La produzione tipica qui è molto ricca e nella Solfatara di Predappio Alta si produce uno dei pecorini stagionati più buoni dell'intera regione: Anche qui, come in tutta la Romagna, potete gustare la classica piadina romagnola o il crescione (detto anche tortello alla lastra)
Nel periodo della vendemmia, tenendo sempre ben presente che la Romagna è una terra dai vini eccellenti, si tengono i tre giorni dedicati al Sangiovese, un festival intitolato al buon vino e soprattutto ricco di appuntamenti culturali, di spettacoli e musica. Come a Bertinoro il Sangiovese qui trova i suoi esemplari migliori il tutto grazie alla particolare composizione del terreno. Il Sangiovese è un vino forte e robusto capace di incantare i palati, anche i più raffinati e proprio a questo nettare che si rifà tradizionalemente al Sangue di Giove, è dedicato il piccolo museo del vino che è stato ricavato nelle stanze medievali delle antiche cantine Zoli,  a Predappio Alta.
L'antica cittadina o meglio il vecchio borgo trova le sue origini all'epoca dell'insegnamento del castello ad opera dei Calboli, potente famiglia romagnola. Il castello in particolare fu scenario di battaglie tra Guelfi e Ghibellini tra gli Orgogliosi e gli Ordelaffi ma anche terra di conquista per le truppe del cardinale Albornoz.
La storia di questo piccolo borgo è fortemente legato quindi alle vicende della Rocca che lo domina e che risale al 909. Nel 1471 la famiglia Ordelaffi la trasformò in una struttura impossibile da conquistare e proprio grazie a queste rielaborazioni architettoniche è giunta sino ad oggi nel suo aspetto (nonostante tutto quasi originario).
Un altro appuntamento a cui vale la pena partecipare si tiene nel periodo natalizio. Predappio infatti ospita ogni anno una suggestiva rappresentazione della natività allestita all'interno delle grotte delle ex Solfatara. Qui un tempo, come si può intuire dal nome, i predappiesi scavavano per estrarre lo zolfo presente in grande quantità e soprattutto di una qualità molto elevata.
Ultimo ma non meno importante è il consueto evento di maggio la famosissima "mototagliatella" a cui prendono parte centauri provenienti da tutta Italia
Nel periodo estivo infine infine percorrendo pochi chilometri  sia in auto che con i mezzi pubblici o addirittura in bicicletta si può raggiungere il piccolo centro di Tontola dove è stata allestita una curiosa spiaggia attrezzata dove prendere il sole giocare racchettoni beach volley oppure pranzare trascorrendo una simpatica giornata di relax magari con tutta la famiglia. 

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Cosa visitare nei dintorni di Predappio Per chi ama viaggiare

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Cosa mangiare a Predappio Per chi è alla ricerca di nuovi sapori

Cappellacci
Piatto ferrarese a di base è la zucca. La loro forma ricorda, cappelletti e tortellini e vanno serviti o in brodo o burro e salvia.
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Squacquerone
E’ un formaggio fresco e cremoso di colore bianco caratteristico Romagnolo, oggi diffuso non solo in Emilia Romagna . Si usa metterlo sulle piadine.
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Si deve fare rosolare nel burro la carne di vitello tritata, prosciutto, carota, sedano, cipolla, pomodori e facendo cuocere il sugo che condirà le tagliatelle preparate in casa.
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Prodotto con un impasto di carni suine, avvolto dall'involucro formato dalla zampa di un maiale e dopo averlo lessato si gusta da solo o con lenticchie.
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Insaccato prodotto dalla coscia del maiale che viene conciata e stagionata in appositi depositi. Il più famoso per la sua dolcezza è quello di Parma.
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Famoso in tutto il mondo. Preparato con sfoglia all’uovo rettangolari poste in una pirofila alternando strati di ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano grattugiato e cotte al forno.
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Gli anolini parmensi sono un composto di mollica, parmigiano, uova e spezie. Generalmente si servono in brodo.
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