Weekend a Forlì

Forlì, una città museo a cielo aperto

Forlì
Foto di Luca Argalia

A dispetto di quanto si possa pensare Forlì è una città che nel corso degli anni ha investito molto sul turismo valorizzando il proprio patrimonio storico architettonico ed artistico nonché quello ambientale, curando in particolare i collegamenti con le altre città d'arte della Romagna, come Rimini, Ravenna e Cesena e i paesi dell'entroterra ricchi di tradizioni ancora oggi vive e presenti nella quotidianità.

Quella che vi presentiamo è una proposta per trascorrere un weekend all'insegna del gusto, dell’arte, della storia della gastronomia e di un territorio che spesso e volentieri e in modo improprio è associato alla vita notturna ed estiva della Riviera Romagnola: Forlì è anche questo ma propone molto di più.

Per un tour che si rispetti partiamo dal centro storico, cuore pulsante di questa città che si colloca a metà strada tra un paese ed una metropoli non a caso Forlì è soprannominato dai suoi abitanti come il “paesone”.

Piazza Saffi è una delle piazze più grandi d'Italia ed è da qui che parte il nostro breve viaggio: la piazza è circondata da edifici storici di diverse epoche tra cui spiccano il Municipio, il Palazzo Talenti Framonti, il Palazzo delle Poste (di evidente epoca fascista e chiara espressione dell'architettura a razionalista) e San Mercuriale basilica dalle antichissime origini che si caratterizza per la sua architettura e per un campanile alto più di 70 metri.

La basilica domina l'intera piazza catturando lo sguardo di passanti e turisti incantando anche gli stessi cittadini che non possono fare a meno di alzare gli occhi verso la lunetta che sovrasta il portone centrale della Bastia ma anche verso la cima di quei campanile che sembra toccare il cielo.

La chiesa risale al dodicesimo secolo e anche in questo caso Forlì vanta un piccolo grande record: la torre campanaria è una delle più alte d'Italia, svetta a fianco della basilica ed è adiacente ad un chiostro che risale al 400, originariamente appartenente all ex monastero dei Benedettini. Il pozzo che si trova al centro del chiostro è stato inserito successivamente, intorno al diciassettesimo secolo circa. Anche l'abbazia non ha conservato il suo assetto originale ma è stata rimaneggiata per ovviare ai bombardamenti che la devastarono nel corso della seconda guerra mondiale.

Più che degna di nota è la lunetta a cui abbiamo fatto riferimento poc’anzi e realizzata dal Maestro dei Mesi. I critici hanno intitolato questo splendido bassorilevo marmoreo “Il sogno e adorazione dei Magi”. All’interno di San Mercuriale si troano poi alcune opere del Palmezzano in ottimo stat di conservazione.

Forlì porta in sé i segni di diverse epoche e di diversi periodi storici e si potrebbe arrivare addirittura a dire che l’anima razionalista si sia fusa con Aurelio Saffi e con Giuseppe Garibaldi e un rapido colpo d’occhio alla sola piazza centrale della città potrebbe confermare questa teoria. In piazza si erge infatti uno dei beni architettonici che richiamano i principi e le linee stilistiche del ventennio, il Palazzo delle Poste, una chiara dimostrazione dello sviluppo architettonico cittadino, così come Corso della Repubblica e Piazzale della Vittoria sono un esempio evidente dello sviluppo urbanistico di stampo razionalista. Lo stesso Parco della Resistenza è un altro luogo simbolo di un’epoca e di una cultura che profondamente segnato questa città.

A poche centinaia di metri dalla piazza centrale di Forlì sorgono altri emblematici luoghi dell'arte costruttiva dell' epoca come i palazzi gemelli all' imbocco della via che porta verso piazza Saffi (stiamo parlando di Corso della Repubblica), il momento ad Icaro e l'ex Gil la “Casa del Balilla Arnaldo Mussolini”; questo era il nome originario della ex Gil, un palazzo all' avanguardia negli anni del fascismo che ospitava al suo interno un cinema teatro, una palestra, una piscina e che si ergeva a simbolo del regime.

La struttura prese il nome di “Casa della Gioventù Littoria” e divenne polo sportivo e culturale per l'educazione allo stile e alle ideologie fasciste delle nuove generazioni. Con la caduta del regime e la fine della seconda guerra mondiale la struttura venne destinata alla formazione fisica dei giovani e il viale su cui si affacciava un tempo dedicato a Benito Mussolini su ribattezzato “viale della Libertà” pur mantenendo i tratti caratteristici dell'architettura del ventennio in un colpo d'occhio prospettico d'effetto che unisce il Piazzale della Vittoria alla stazione ferroviaria di Forlì.

Di epoca in epoca la città è costellata da influenze ed esempi di architettura differenti  recuperate poi col tempo e riqualificate trovando anche nuove destinazioni d'uso.

Lo stesso ospedale cittadino che si trovava a pochi passi dal centro della città è stato trasformato nel nuovo campus universitario così come il complesso del San Domenico è diventato un centro museale di importanza internazionale: le sue esposizioni sono rinomate e turisti da tutta Europa giungono a Forlì per visitare le mostre organizzate in città. Nel panorama artistico e storico locale trova una sua collocazione anche Palazzo Romagnoli piccola gemma a pochi passi dal complesso museale; all'interno dell’edificio, anche questo recentemente restaurato ed aperto al pubblico, si trova la collezione Verzocchi che vanta una settantina di quadri ed elaborazioni artistiche da Guttuso a Donghi ma anche con opere di De Chirico, mentre al primo piano si trova la produzione pittorica e grafica di Giorgio Morandi.

Non è un caso allora che Forlì si inserisca appieno nella sistema delle città d'arte dell'Emilia Romagna; le costruzioni che risalgono allo sviluppo urbanistico tra le due guerre rappresenta un'ottima occasione di studio ed approfondimento dell'architettura e anche in questo caso Forlì svolge un ruolo da protagonista nel percorso costituito a livello europeo come rotta culturale dedicata agli architetture dei regimi totalitari del ventesimo secolo.

Si tratta di una grande occasione per sperimentare un turismo diverso, un prisma culturale e consapevole che spazia dalla ricerca architettonica del passato fino ad arrivare alle tradizioni che contraddistinguono il territorio e il valore di questo progetto è tale che Atrium ha ricevuto una menzione di itinerario culturale da parte del Consiglio d'Europa

Storia ma anche natura, oltre 20 i percorsi che vi attendono per trascorrere un weekend alternativo

Forlì
Foto di Cigno

Tutto si trova ad una manciata di passi dal centro storico e dalle 4 antiche porte che costituivano i punti d'accesso alla città. Di queste però solamente una è ancora visibile e sorge proprio a ridosso della via Emilia.

Per il centro storico si può passeggiare trascorrere un pomeriggio di shopping o di tranquillità magari facendo tappa ai giardini Orselli dove si possono lasciare i bimbi a  giocare in tranquillità e soprattutto in sicurezza mentre ci gusta un aperitivo nel locale omonimo aperto tutta la stagione estiva.

In pochi passi si arriva poi a Piazza Cavour che i forlivesi hanno ribattezzato piazza delle Erbe per l'antica vocazione di questo luogo dove gli agricoltori portavano avanti i loro affari; qui si trova ancora il mercato coperto dove si possono ancora acquistare le primizie della terra.

Una fitta rete di collegamenti ciclabili fanno di Forlì una città amica delle biciclette e per scoprirla potete scegliere il noleggio in uno dei numerosi punti di bike sharing presenti in città.

A pochi passi dal centro storico si trova un altro luogo splendido, il parco dedicato a Franco Agosto primo sindaco della Forlì post liberazione. All'aria aperta scorrazzano liberamente i conigli, ma qui troviamo anche cigni, anatre e oche. E’ una meravigliosa area naturale, un vero e proprio polmone verde per l’intera città costantemente pulito e curato quasi in ogni dettaglio. Nelle serate estive si tengono qui tantissimi eventi ed iniziative tra concerti, esibizioni, reading e incontri con gli autori.

Non c'è una stagione per scegliere Forlì come meta di un weekend diverso dal solito perchè per tutto l'anno in città come nelle frazioni che costellano il territorio si susseguono iniziative e sagre che puntano a valorizzare e promuovere le produzioni tipiche locali, dai vini riconosciuti con menzioni a livello nazionale e internazionale, alla buona tavola. E’ doveroso ricordare che a Forlimpopoli, che si trova a pochi chilometri da Forlì, è nato il padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi.

Visitando il sito ufficiale di informazione turistica del Comune di Forlì potrete scegliere tra oltre 20 itinerari dedicati alla storia e alla cultura della città scoprendo i quattro borghi, il sistema difensivo, la Forlì di età barocca oppure quella medievale, ma anche quella rinascimentale e quella del bike turing.

Oltre alla storia anche l’elemento naturale riveste un ruolo molto importante per la città e Forlì che si è connotata nel tempo sotto la spinta dell’amministrazione comunale e delle associazioni di volontariato. Da pochi anni a questa parte è stato inaugurato un percorso naturalistico che unisce Forlì con la vicina località di Castrocaro Terme e Terra del Sole attraverso un percorso fluviale che costeggia il fiume Montone

Forlì città da vivere da visitare da scoprire e le proposte non mancano di sicuro tanto che da Forlì passavano molti percorsi che i pellegrini utilizzavano per attraversare la Valle del Bidente quella del Montone e quella del Tramazzo per raggiungere Roma di cui rimangono traccia non solo nei documenti e nelle mappe antiche.

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Cosa visitare nei dintorni di Forlì Per chi ama viaggiare

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Cosa mangiare a Forlì Per chi è alla ricerca di nuovi sapori

Prosciutto
Insaccato prodotto dalla coscia del maiale che viene conciata e stagionata in appositi depositi. Il più famoso per la sua dolcezza è quello di Parma.
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Lasagne alla bolognese
Famoso in tutto il mondo. Preparato con sfoglia all’uovo rettangolari poste in una pirofila alternando strati di ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano grattugiato e cotte al forno.
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Zuppa di anguille
Tipico piatto di Comacchio dove le anguille si preparano con cipolla, odori, pomodori, scorza di limone e aceto.
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Squacquerone
E’ un formaggio fresco e cremoso di colore bianco caratteristico Romagnolo, oggi diffuso non solo in Emilia Romagna . Si usa metterlo sulle piadine.
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Piadina
Semplice impasto di farina, strutto e sale trasformato in un disco cotto su un piano di pietra e servito guarnito di prosciutto e squaquarone
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Cappellacci
Piatto ferrarese a di base è la zucca. La loro forma ricorda, cappelletti e tortellini e vanno serviti o in brodo o burro e salvia.
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Tortellini in brodo
Piatto tipico emiliano e composti da sfoglia ripiena di carne, prosciutto, mortadella, uova, parmigiano e aromi e poi cotti nel brodo.
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Anolini
Gli anolini parmensi sono un composto di mollica, parmigiano, uova e spezie. Generalmente si servono in brodo.
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