Weekend a Roma

Cosa fare per rendere il nostro fine settimana veramente speciale? Ecco dei preziosi suggerimenti che non tutti conoscono.

Il Colosseo a Roma

Trascorrere un week end a Roma implica quasi sempre battere i luoghi della capitale che sono universalmente noti: da Città del Vaticano al Colosseo passando per i Fori Imperiali, Piazza Venezia, Fontana di Trevi, Piazza Navona e via dicendo. Così come non può mancare una passeggiata per la celebre Via Veneto e le centrali vie dello shopping come Via del Corso, Via della Croce, Via Frattina. Ma se vogliamo vivere la città in modo differente e un po’ insolita, dove possiamo andare? Cosa fare per rendere il nostro fine settimana veramente speciale? Ecco dei preziosi suggerimenti che non tutti conoscono.

Una insolita cripta al centro della città.
Proprio a due passi dalla via della dolce vita sulla strada che scende verso Piazza Barberini c’è la Chiesa di Santa Maria Immacolata, retta da una congregazione di frati cappuccini.
A fianco della chiesa, c’è una cripta (l’unica del suo genere) di cui si consiglia la visita ai turisti che non sono impressionabili in quanto, accedendo al suo interno, si possono vedere delle strane architetture tutte realizzate con le ossa di frati morti da tempo. Lo strano gioco di intarsio creato con femori, teschi, ulne si dipana attraverso un percorso obbligato molto suggestivo anche se a volte un po’ bizzarro, dove si respira un’atmosfera sicuramente particolare che, nelle intenzioni dei frati, deve essere considerata una sorta di omaggio alla caducità dell’esistenza terrena.

Vecchi sapori.
Se avete fame di una specialità molto apprezzata dai romani (ma non solo) non potete non andare da ‘Er buchetto’ a Via del Viminale, a due passi da Piazza Esedra. In questo davvero minuscolo locale si vende la vera porchetta di Ariccia sin dal 1890: specialità che si può degustare insieme ad un bicchiere di sincero vino bianco di Frascati. E’ un posto davvero unico che non ha mutato nulla dell’arredamento che si compone dell’essenziale ma dove occorre fare la fila per essere serviti ma, vi assicuriamo, il tempo dedicato all’attesa viene abbondantemente compensato!

Case basse che si alternano a villini in stile liberty sono state rese famose dalla fiction ‘I Cesaroni’.

Garbatella - Roma

Trastevere? No, meglio la Garbatella.
I turisti affollano il quartiere di Trastevere per via della fama che nel corso del tempo questo rione ha acquisito nell’immaginario collettivo. Ma oggi (e da tempo oramai), Trastevere ha snaturato le sue radici e solo è restato nell’architettura che si compone di viuzze strette, slarghi che si aprono improvvisi, mura antiche.
Ma chi vive oggi Trastevere non è più il popolano romano bensì stranieri, gente di spettacolo, professionisti  che mischiati tra i rari veri trasteverini, hanno scelto questa parte della città considerandola pittoresca ed affrontando i tanti problemi relativi all’introvabile parcheggio. Trastevere è un ricettacolo di pub e ristoranti e forzati locali che vogliono apparire alternativi, tutti protesi alla conquista del turista vuoto a perdere. Ma se volete conoscere Roma com’era, dovete invece recarvi alla Garbatella, un rione a cavallo tra l’Ostiense e Marconi, vicino al Tevere. Il quartiere fu edificato ai primi del secolo scorso come dormitorio delle migliaia di operai che lavoravano per erigere gli argini del fiume. Case basse che si alternano a villini in stile liberty e che si affacciano su silenziose piazzette, sono state rese famose per essere location di alcuni sceneggiati e della fiction ‘I Cesaroni’.
Effettivamente, il bar dove è stata ambientata la comedy esiste davvero (ora ha messo anche l’insegna che richiama il titolo della serie girata da Amendola, Fassari e Tortora) e si beve anche un buon caffè. Gironzolare per le calme viuzze della Garbatella è davvero un abbracciare Roma e i romani dal momento che qui le case (quasi tutte popolari) sono abitate dai nipoti e pronipoti di coloro che per primi le hanno vissute. E’ forse l’unico punto della città che ancora mantiene intatto un tessuto sociale che si riaggancia ai valori di un tempo, dove tutti si conoscevano e dove tutti si aiutavano.

Lucchetti? No, movida!
Prima del celebre romanzo di Moccia, edito nel 1992, Ponte Milvio era conosciuto solo perché vi ospitava un celebre mercato rionale e per via dei suoi trascorsi storici (la famosa battaglia di Ponte Milvio di Massenzio, anche se in realtà la stessa avvenne a qualche chilometro di distanza, cioè a Saxa Rubra). Il romanzo di Moccia ha creato la moda di mettere un lucchetto proprio sul celebre ponte come per sigillare un eterno amore.
Da quel momento in poi, con l’esplosione di questo fenomeno che coinvolgeva ragazzi di ogni età, Ponte Milvio si è magicamente trasformato in luogo della movida romana.
L’apertura di locali di tendenza, pub e ristoranti (che ovviamente subentravano ad attività esistenti) ha evidenziato Ponte Milvio che si è andato trasformando in una perfetta location dove tirare l’alba tra una birra ed un chupito. I rampolli della Roma bene ma anche i coatti della periferia, hanno eletto questa parte della città per rompere la monotonia delle calde notti romane; cosa che tutt’ora è ancora valida.

Il gotico.
C’è ed esiste! Roma ha il suo minuscolo duomo in perfetto stile neogotico. Si trova su Lungotevere Prati 12 ed è la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio. La costruzione è incastrata  tra due palazzi ma oltre che saltare subito agli occhi per via della sua architettura inusuale a Roma, conserva al suo interno un minuscolo museo che raccoglie una decina di oggetti inspiegabilmente marchiati a fuoco che, tradizione vuole, siano stati toccati dalle fiamme del Purgatorio.
Iniziò la strana raccolta il prete Victor Jouet che nel 1917 assistette all’incendio della piccola chiesa vedendo strane ombre alla pareti che richiamavano volti tristi che lui identificò con le anime in pena ospitate in Purgatorio.
Da quell’episodio partì la collezione che recuperò in tutta l’Europa. La visita è ovviamente gratuita, facendo parte della chiesa ma l’unico problema sono gli orari di apertura davvero ridotti.

Aldo Galvagno

Le piazze più belle d'Italia
Piazza Navona e Piazza San Pietro sono state votate dai nostri lettori come due tra le più belle piazze d'Italia. Fanno parte di questa speciale classifica anche le piazze di Vigevano, Pisa, Venezia, Siena, Napoli, Ascoli Piceno, Lecce e Palermo.

I castelli più belli d'Italia
I nostri lettori hanno eletto Castel Sant'Angelo di Roma come uno dei castelli più belli d'Italia. Fanno parte di questa speciale classifica anche il Castello di Monteriggioni a Siena, Castel Dell'Ovo di Napoli, il Castello Estense di Ferrara, Castel Coira di Sluderno a Bolzano, il Castello Miramare di Trieste, il Castello di Venere di Erice, il Castello Sforzesco di Milano, Castel del Monte di Andria, il Castello di Fènis ad Aosta, il Castello Aragonese di Taranto, il Castello di Gradara a Pesaro-Urbino, il Castello Scaligero di Sirmione a Brescia, la Rocca Borromeo di Angera a Varese, il Castello Normanno-Svevo di Bari, il Castello di San Giorgio a Mantova, la Rocca Maggiore ad Assisi e il Castello del Buonconsiglio di Trento.

Gli zoo più belli d'Italia
Il Bioparco di Roma è uno degli zoo più belli della nostra penisola. Se siete amanti degli animali ecco gli altri zoo in Italia che meritano senza dubbio si essere visitati: lo Zoo safari Fasanolandia di Fasano, il Parco faunistico Cappeller a Cartigliano, lo Zoo di Napoli, il Parco Natura Viva di Bussolengo, il Parco Faunistico Le Cornelle di Valbrembo, lo Zoo di Pistoia, il Parco d'Orleans di Palermo, il Parco Zoo Falconara di Falconara Marittima, il Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro, il Safari Park di Pombia, il Parco faunistico La Torbiera di Agrate Conturbia, lo Zoom Torino di Cumiana, lo Zoo Safari di Ravenna e il Giardino Faunistico di Piano dell'Abatino di Borgo San Lorenzo.

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Cosa mangiare a Roma Per chi è alla ricerca di nuovi sapori

Bignè fritti di San..
Queste paste sono i classici bignè che anziché essere cotti al forno vengono fritti in abbondante olio, riempiti di deliziosa crema pasticcera e imbiancati con zucchero a velo.
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Abbacchio alla scott..
Piatto della tradizione romana è fatto al forno con le patate. E' un agnellino da latte e può essere cucinato alla cacciatora con aglio, rosmarino, acciuga, peperoncino e vino bianco.
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Minestra di Broccoli..
Primo piatto di una povera (a quei tempi) cucina che si compone con broccolo romanesco a pezzi e arzilla, ossia il pesce razza. Un sapore d’altri tempi.
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Spaghetti alla carbo..
Piatto tanto semplice quanto saporito a base di guanciale a cubetti fritto in olio, con spaghetti al dente nei quali si metterà rosso d’uovo mischiato con pecorino grattugiato e pepe
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Bucatini all’Amatr..
Nata ad Amatrice era un piatto povero preparato dai pastori che utilizzavano solo quello che avevano: la pasta, il guanciale, il pecorino, il pepe nero, lo strutto e qualche pomodoro maturo.
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Coda alla vaccinara
Piatto popolano che si prepara con la coda di vaccina che viene cotta in un sugo di pomodoro, carota, cipolla, sedano, pinoli, uva sultanina e con una spolverata di cacao amaro.
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Carciofi alla Giudia
Piatto della tradizione giudaica, realizzati con i carciofi romaneschi che dopo essere stati puliti delle foglie esterne, vengono cotti immersi a testa in giù nell’olio extravergine.
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Pizza di Civitavecchia
Tipico dolce dell’Alto Lazio, si prepara tutto l’anno anche se durante il periodo Pasquale è tradizione mangiarlo. Ingredienti: farina, ricotta, zucchero, pasta di pane, burro e uova.
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