Weekend a Venezia

Un week end a Venezia, universalmente conosciuta come la città degli innamorati

L'isola di San Giorno - Piazza San Marco Venezia
Foto di Juan Rubiano

Un week end a Venezia, universalmente famosa come la città degli innamorati, non può escludere dalla visita della città facile da girare perché realmente raccolta. Nel trionfo di calli, campielli e rughe che offrono scorci di particolare fascino e bellezza, cercare di viverla diversamente è il sogno di qualsiasi turista che vorrebbe evitare i tradizionali circuiti affollati di gente. Ecco una serie di piccoli segreti per fare qualcosa di insolito, tra un vaporetto ed un altro.
Cicchetti che passione!
Toglietevi dalla testa che i veri veneziani (ne sono rimasti pochi ma ci sono!) trascorrano il loro tempo libero andando a mangiare in qualche costoso ristorante dove si mangia magari anche male.
Il veneziano ama i ‘cicchetti’, ossia bere del buon vino locale accompagnandolo con degli stuzzichini.
Questa usanza si consuma in piccoli locali che si chiamano ‘bacari’ e che, il più delle volte sono nascosti agli occhi del grande turismo vuoto a perdere. Sono posti minuscoli e quasi segreti per via del fatto che se vivessero di turismo, certamente snaturerebbero la loro natura verace e popolare. Ovviamente sono punti molto spartani dove si bada più alla sostanza che non all’apparenza, per cui scordatevi locali di tendenza hi-tech.
Il cicchetto è un piatto freddo che può essere a base di pesce (raramente è rappresentato da affettati o da qualcosa di carne) come il baccalà mantecato, oppure dei polpetti in salsa, o le tipiche sarde en saor: tutte pietanze gustose che aiutano a mandare giù il vino che necessariamente deve accompagnarli.

Un bacareto garantito è quello della ‘Osteria ai Osti’ in Corte dei Pali Testori all’inizio della Strada Nova prima di arrivare alla Cà d’Oro dove troverete una cicchetteria accompagnata da una piccola cucina veneziana e dove, ottimo vino, buon servizio e prezzi modici sono davvero garantiti.
Esattamente a Calle dei Boteri in zona San Polo, un buon cicchetto lo potete gustare da ‘Garanghelo’ che propone cicchetti appetitosi ed appena preparati. Un esempio? Un gotto (bicchiere) di vino bianco e tre cicchetti a soli 10 euro che per Venezia è davvero nulla.
Forse il più conosciuto (turisticamente parlando) bacaro è ‘VinoVino’ vicino a Ponte delle Veste in zona San Marco, proprio dietro alla Borsa. Il locale nasce come appendice del celebre ristorante ‘Antico Martini’ che sta a due passi ed originariamente, era una sorta di dependance dello stesso dove venivano serviti cicchetti rappresentati da piatti cucinati da chef stellati.
Il successo di questo piccolo locale ha fatto si che si trasformasse in un wine bar e che si fregiasse del titolo di ‘L’osteria del Martini’ per rendere più evidente la sua origine. E’ tra tutti i bacari, quello più pretenzioso ma vi suggeriamo di farvi un giro quanto meno per assaggiare i cicchetti preparati in un ristorante di lusso.

Leggende o verità

Ponte di Rialto
Foto di ZeHawk

Leggende o verità.
Tanti sono i luoghi di Venezia che sono intrisi di leggende. Vi consigliamo di recarvi dalle parti delle Mercerie vicino al Ponte dei Bareteri e cercare corte Locatello che si trova in una stradina parallela alle Mercerie che vanno a Rialto tra Trevissoi e il Sempione. Qui troverete una corte dove al suo centro campeggia un antico pozzo che, in passato, era una delle poche risorse di acqua della città. Si narra che un tempo, un barcaiolo recandosi al pozzo per attingere l’acqua trovò una signora di bianco vestita che gli disse di non avere paura (allora si pensava che di notte girassero delle streghe per la città) ma di rincasare prima dell’alba oppure gli sarebbe capitato qualcosa di strano. Il barcaiolo anche se impaurito minacciò la strana presenza continuando a prendere l’acqua dal pozzo ma un certo momento entrò nel sottoportico un uomo che assalì il barcaiolo ferendolo gravemente. La signora vestita di bianco prese il coltello insanguinato e fece cadere dentro al pozzo tre gocce di sangue e l’acqua iniziò a salire dal pozzo fino a traboccare.
Poi prese il suo fazzoletto e pulì la ferita del barcaiolo che si rimarginò subito e lei disse che da quel momento in poi ci sarebbe stata in abbondanza acqua per tutti. Poi svanì nel nulla. C’è chi dice che la signora sia stata murata nel pozzo per nascondere l’omicidio compiuto dal suo amante e che da allora in poi il suo spirito protegga la corte nelle notte di luna piena. Scommettiamo che chiunque vada a vedere il pozzo, sentirà un brivido corrergli lungo la schiena?

Uno strano cuore.
Se andate alla Bragora, troverete uno dei sottoportici più bassi della città e sulla sua volta, vi è un cuore. Qui viveva un giovane pescatore che si chiamava Orio. Una notte, come sempre, prese la sua barca e vogò fino a Malamocco per pescare. Poi, sentì un lamento ed una voce che gli diceva di liberarla e dal buio della laguna emerse il viso e le mani di una bellissima ragazza. Orio chiese se per caso fosse una strega caduta in acqua ma la ragazza disse di chiamarsi Melusina e di non preoccuparsi, facendogli vedere una grande coda di pesce. Orio si innamorò immediatamente di lei e le parlò per tutta la notte promettendole di andarla a trovare ogni sera, cosa che fece. Lui la volle sposare e lei disse che così facendo avrebbe perduto la sua coda per acquisire le gambe ma accettò alla condizione che non si sarebbero potuti incontrare di sabato. Ma Orio, impaziente non mantenne la promessa e Melusina fu colpita dalla maledizione che ogni sabato si sarebbe trasformata in una serpe ma che se Orio l’avesse sposata lei per tutto il resto del tempo sarebbe stata sempre una bella ragazza. Si sposarono ed ebbero tre figli ma un giorno Melusina si ammalò e morì. Orio la seppellì in mare ed iniziò a badare ai tre figli pur continuando ad andar per mare ma ogni giorno, al suo rientro trovava la casa perfettamente in ordine. Pensò che fosse l’aiuto di una vicina finchè, rincasando un sabato trovò una serpe aggirarsi per casa. Prese un coltello e la uccise. Ma da quel momento in poi, la casa di Orio iniziò ad essere trascurata e lui capì che la serpe era in realtà Melusina. Il cuore in pietra che ancora si vede è stato posto in ricordo di questa triste storia d’amore proprio dove in origine stava la casa di Orio e Melusina.

Magri? No, scheletrici.
Per concludere il fine settimana con un giro da brivido vi suggeriamo un tour alla ricerca degli scheletri. Di notte, quando fuori non gira più molta gente, raggiungete Corte Bressana e percorretela fino a San Giovanni e Paolo: potreste trovare lo scheletro che cammina di uno degli ultimi campanari di San Marco. Si dice che l’uomo vendette le sue ossa ad uno scienziato che, dopo la sua morte, le utilizzò per degli esperimenti. Ora, è condannato  a vagare (rigorosamente dopo la mezzanotte) chiedendo l’elemosina per poterle ricomprare e per avere quella pace che non ha più.
Vagando a zonzo, raggiungete la popolare zona di Cannaregio ed esattamente andate a Campo de l’Abazia. Qui potreste trovare lo scheletro di Bartolomio Zenni, un usuraio condannato per l’eternità a trasformarsi in uno scheletro per via della sua avarizia.

Aldo Galvagno

Le piazze più belle d'Italia
Piazza San Marco è stata votata dai nostri lettori come una tra le più belle piazze d'Italia. Fanno parte di questa speciale classifica anche le piazze di Vigevano, Pisa, Siena, Roma, Napoli, Ascoli Piceno, Lecce e Palermo.

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