Weekend ad Osimo

Osimo elegante città del Conero e antica colonia romana in terre picene, è ricca di segreti e misteri

Osimo

Osimo è una città sorprendente. Per certi aspetti, sicuramente sconosciuta ai più anche se sarebbe il caso di dedicargli una più che approfondita visita. Gli appassionati del genere non possono tralasciare di visitare il Palazzo Baldeschi Balleani che si trova in pieno centro, proprio dirimpetto al Municipio. Al di la dei preziosismi architettonici dell’edificio, il Palazzo Baldeschi Balleani risulta famoso per via del fatto che sulla principale facciata, campeggia una singolare finestra sempre aperta. Questa apertura, però, non fa parte di alcuna stanza ma solo di un piccolo pertugio all’interno del quale, tempo addietro, fu scoperto uno scheletro probabilmente di un individuo (forse una donna) murato vivo. Non si hanno certezze se il malcapitato o la malcapitata fosse magari la moglie o l’amante del padrone del palazzo che fu imprigionata, morendo crudelmente di inedia e davanti agli occhi del popolo che nulla avrebbe potuto fare. Fatto è, che pare che il suo spettro continua ad aggirarsi nel palazzo forse in cerca eterna serenità. La finestra viene lasciata aperta nella popolare convinzione che, prima o poi, l’anima dannata possa da li rientrare per sparire definitivamente.

Ma Osimo non ha solo delle leggende spettrali che possono creare curiosità ed interesse. Non molti sanno che esiste anche una città sotterranea che si intreccia sotto il livello stradale. Una fittissima rete di passaggi e cunicoli collega quasi tutti i palazzi del centro: Palazzo Riccioni, Palazzo Gallo, Palazzo Campana e Palazzo Simonetti sono –si direbbe oggi- connessi fra di loro tramite collegamenti che presentano le caratteristiche più di un vero e proprio labirinto che non di semplici vie sotterranee. I ricercatori hanno scoperto alcuni punti dove sono rappresentate arcaiche simbologie alle quali non è stata ancora imputata alcuna ragione d’essere ma si ha la quasi certezza che quei luoghi segreti, fossero usati dai Cavalieri Templari e dai Cavalieri di Malta, forse per i loro riti di iniziazione. Il messaggio non troppo subliminale deve prendere in considerazione l’elemento oscurità-luce: ossia dal buio della conoscenza rappresentato dal luogo sottoterra, si iniziava il percorso verso la luce della consapevolezza e la mortale anima che era nata nel caos primordiale, si elevava verso le vette dell’immortalità e dell’illuminazione. Simbologia questa, che veniva appunto rappresentata percorrendo il buio labirinto che era intriso di statue di divinità pagane come Dionisio e Mitra, due mostri del mondo del fantastico che raccoglievano una serie di simboli da interpretare in quello che era una vero e proprio teatro iniziatico che solo un iniziato poteva superare con successo laddove dotato della necessaria spiritualità, mentre chi non fosse degno di essere considerato un eletto, avrebbe dovuto vagare eternamente nell’oscurità. Il terreno tufaceo di Osimo era un ottimo elemento per poter scavare agevolmente percorsi sotterranei attraverso i quali realizzare quelle scenografie necessarie per essere delle prove ad ostacoli da superare per poter essere ammessi nell’ordine dei Templari. Tutto questo a pochi metri dal piano stradale, dove la maggior parte delle persone ignorano di camminare sopra a delle storiche vie silenziose dove, secoli addietro, avvenivano riti iniziali.

Archeologi e speleologi hanno creato una mappatura di questa città nella città, conteggiando quasi novanta grotte ed anfratti che si sviluppano per circa novemila metri. La quasi totalità è caratterizzata da una disposizione simmetrica con nicchie speculari e doppio pettine. Molte le gallerie che sono collegate da pozzi perché ubicate in differenti piani, e circa una decina sono gli stretti cunicoli ancora più arcaici che presentano dislivelli che arrivano fino a quindici metri. Oltre cento sono i pozzi recensiti, del diametro di quasi un metro che venivano utilizzati sia per l’acqua che per l’afflusso di luce e aria. Curiosamente un luogo comune c’è ed è rappresentato dall’altezza di due metri e mezzo e la larghezza di 140 centimetri che è comune per tutte le gallerie; elemento questo che fa pensare ad un unico progetto. Come in molte altre realtà sotterranee presenti in altri luoghi, è chiaro che a seconda delle circostanze, queste grotte furono utilizzate per fuggire o ripararsi o anche per nascondere merce e cibo, ma non furono certamente realizzate per queste ragioni dal momento che sono arredate da misteriose statue e da strani simboli. Un mistero che dura ancor oggi al quale non è stata ancora data risposta.

Venite a scoprire le misteriose e numerose grotte poste nei sotterranei di Osimo

Grotte di Osimo

Tra le grotte più significative, la Grotta Simonetti è quella che collega l’omonimo palazzo di proprietà della famiglia Sinibaldi, che godeva di privilegi diretti di Carlo d’Angiò e con i Cavalieri di Malta. Il Palazzo passò di mano alla famiglia Simonetti che lo modificò ampliandolo. Anche questa potente famiglia annoverava massoni e cardinali e lo si evince nella grotta dove si trovano tantissime croci templari e di Malta che sono incastonate nella roccia, come pure un altro simbolo usato dai templari: la triplice cinta. La grotta è stata interpretata come simbolo di Atlantide e del Tempio di Salomone. Rappresenterebbe una piramide rovesciata dove inizia il corso da ognuno dei quattro lati per giungere al vertice. Molti altri sono i richiami ai Templari: dal numero tre, come i gradi di iniziazione, alla sirena con due code ricca di simbolismi chiamata Melusina che è un’antica fata discendente da Gesù tramite i Merovingi e i Plantageneti.

Ma altre grotte sono decisamente interessanti, come la Grotta Campana che si trova sotto alle galleria di Palazzo Campana, contrassegnate da tantissime figure scolpite nella roccia e che ancor oggi non sono state decifrate e che le rendono uno dei misteri d’Italia. Pincherle, il noto archeologo le fa risalire al periodo della guerra gotica del 538 d.C. quando Osimo subì un assedio che costrinse la popolazione a trovare riparo sottoterra. Esiste poi la versione di altri ricercatori che considerano possibile che la loro origine fosse ancor più remota e risalente ai Celti che avevano utilizzato l’alfabeto dei Druidi. Infine, un centro di investigazione e ricerche, le assegna ai Rosacroce anche per il fatto che nel rifacimento del Palazzo Campana, partecipò Andrea Vici, un massone molto famoso e già architetto degli Illuminati di Baviera. Moltissime le immagini che si trovano una dopo l’altra e che sono misteriose: da un gallo a due figure che sostengono un alberello, ad un leone, alla donna con elmo che tiene una cornucopia e uno scorpione, una donna con le ali, due veneri nelle conchiglie e via dicendo. Le incisioni per come disposte e per i contenuti paiono rifarsi al Libro dei Morti Egizio come se fossero personaggio da incontrare lungo un preciso percorso funerario. Non ci sono iscrizioni ma solo immagini a caratterizzare la grotta.

Suggestiva è anche Grotta Riccioni sotto all’omonimo Palazzo. L’antro è formato da una pianta a forma di stella a cinque punte su ognuna della quale si trovano, scavati nel tufo, cinque scanni la cui particolarità è quella che sedendoci sopra, nessuno può vedere l’altro, per mantenere il segreto della propria identità. Infine la grotta senza dubbio più misteriosa di Osimo è la grotta che si trova sotto Largo Matteotti e così denominato o anche ‘Grotta Proibita’. Presenta una pianta circolare con una colonna al centro e nicchie per tutta la circonferenza facendola somigliare ad un mitreo romano dove si svolgevano i riti per il Dio Mitra. La sensazione è quella di entrare in un luogo solenne ma sobrio dove regna soprattutto il mistero anche per via di un mascherone che rappresenta la testa di una donna.  Luoghi simili si trovano anche nei sotterranei della chiesa templare di San Giusto a Bardolino e in quelli di Santa Croce a Sassoferrato e ciò indica l’ipotesi che tali luoghi avevano una precisa funzione esoterica e mistica delle quali non sappiamo nulla.

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