weekend a Budrio

Budrio, la patria dell’ocarina, sarà capace di stupirvi

Budrio
Foto di Nicola

Vi siete mai domandati dove sia nata l’Ocarina? La risposta è semplice, Budrio. Il piccolo strumento a fiato è stato inventato e prodotto per la prima volta in terracotta nel 1853 e proprio qui dal maestro Giuseppe Donati che all’età di 17 anni creò la prima “piccola oca” mentre lavorava come operaio in una fabbrica dove si producevano mattoni.

Il curioso strumento musicale è un vero e proprio emblema per la cittadina bolognese che proprio all’ocarina ha dedicato un museo all’interno del quale si trovano centinaia di modelli provenienti da tutto il mondo.

Un weekend a Budrio e dintorni si struttura bene suddividendo le giornate con diverse tappe che prendono in considerazione un po’ tutto il panorama storico, architettonico e naturalistico del territorio. Partiamo proprio con un brevissimo tour del patrimonio storico monumentale: i torrioni e le mura della cittadina bolognese, volute fortemente dal cardinale Albornoz, risalgono al XIVsecolo, almeno per quanto riguarda le edificazioni di sudest e nordest, e sono più che apprezzabili.  Viste le epoche diverse in cui sono stati eretti, i torrioni sono curiosamente uno diverso dall’altro. Alcuni sono stati recuperati ed oggi destinati ad ospitare archivi ed uffici.

La scoperta della città prosegue con una passeggiata nel centro alla volta del Palazzo Comunale la cui storia ha visto nei secoli un grande susseguirsi di eventi e passaggi, raccogliendo testimonianze e reperti in grado di raccontare com’è cambiata la città nel corso del tempo. Bello anche il colpo d’occhio da Piazza Maggiore in cui si trova anche la scultura intitolata a Quirico Filopanti eretta nel 1913. Il monumento in bronzo è opera dello scultore Tullo Golfarelli.

Almeno quattro i palazzi e gli edifici che meritano una visita, dal Medosi Fracassati di via Marconi al Gandolfi, così come il Tubertini ed il Guidotti. Per chi ama lo stile Liberty, una capatina è d’obbligo alle scuole elementari cittadine che risalgono ad inizio ‘900. Una nota di particolare interesse è il recupero dell’ex acquedotto, oggi trasformato in centro di aggregazione e culturale della città.

Un weekend nella “Versailles del bolognese”

Budrio

Visitata la località, basta un giorno, ci si può comodamente spostare di pochi chilometri per vedere un insolito spettacolo, le ville dei Malvezzi Campeggi che si trovano a Bagnarola. La frazione, raggiungibile percorrendo solo 5km è soprannominata, e a buona ragione, la “Versailles del Bolognese”. Splendidi edifici si stagliano in mezzo alle campagne ed il complesso è assolutamente interessante. Il Floriano, Palazzo Odorici così come Villa Ranuzzi meritano ben più che una visita rilassante.

Qualche chilometro in più e la gita fuori porta si trasforma in una nuova scoperta: si raggiunge un’altra piccola frazione, Vedrana e qui spicca Palazzo Ratta, struttura costruita intorno al 1700 che all’interno conserva uno splendido scalone e degli affreschi meravigliosi. Passeggiando per il paese si consiglia caldamente una capatina all’oratorio di S. Dioniso e Luigi Gonzaga, così come alla chiesa di Santa Maria e al complesso di San Leo.

Per concludere il tour ci si sposta poi a Mezzolara dove si erge villa Rusconi, un edificio del ‘400 che al suo interno ospita anche un Oratorio intitolato a Santa Ninfa, struttura costruita in mezzo ad uno splendido parco che circonda la villa. A Mezzolara, oltre a scoprire la chiesa di San Michele con il suo portico seicentesco, potrete passeggiare per la frazione visitando la torre dell’orologio, l’ospedale del Volpino e il piccolo centro della cittadina.

Il Weekend si può concludere  immergendosi nella natura godendosi la Valle di Benni, una fascia di vastissimi terreni che negli anni sessanta ospitavano le omonime risaie. Questa è un’area riservata alla protezione della flora e della fauna autoctona e migrante ed è una vera e propria oasi di pace e tranquillità. A fine maggio si può attraversare la valle a bordo di piccole barche dalle quali si apprezza a pieno la fioritura delle ninfee.

Se un tempo questa zona era bacino di riserva d’acqua per le risaie, oggi trova una nuova identità anche a livello turistico e sono frequenti le iniziative che vengono organizzate nel territorio, specie nel periodo a cavallo tra settembre ed ottobre.

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Cosa mangiare a Budrio Per chi è alla ricerca di nuovi sapori

Zampone
Prodotto con un impasto di carni suine, avvolto dall'involucro formato dalla zampa di un maiale e dopo averlo lessato si gusta da solo o con lenticchie.
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Zuppa di anguille
Tipico piatto di Comacchio dove le anguille si preparano con cipolla, odori, pomodori, scorza di limone e aceto.
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Tortellini in brodo
Piatto tipico emiliano e composti da sfoglia ripiena di carne, prosciutto, mortadella, uova, parmigiano e aromi e poi cotti nel brodo.
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Cappellacci
Piatto ferrarese a di base è la zucca. La loro forma ricorda, cappelletti e tortellini e vanno serviti o in brodo o burro e salvia.
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Squacquerone
E’ un formaggio fresco e cremoso di colore bianco caratteristico Romagnolo, oggi diffuso non solo in Emilia Romagna . Si usa metterlo sulle piadine.
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Prosciutto
Insaccato prodotto dalla coscia del maiale che viene conciata e stagionata in appositi depositi. Il più famoso per la sua dolcezza è quello di Parma.
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Tagliatelle al ragù
Si deve fare rosolare nel burro la carne di vitello tritata, prosciutto, carota, sedano, cipolla, pomodori e facendo cuocere il sugo che condirà le tagliatelle preparate in casa.
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Lasagne alla bolognese
Famoso in tutto il mondo. Preparato con sfoglia all’uovo rettangolari poste in una pirofila alternando strati di ragù, besciamella e Parmigiano Reggiano grattugiato e cotte al forno.
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