Weekend a Viterbo

Pierpaolo Pasolini definì la Tuscia viterbese, il paesaggio più bello del mondo.

Duomo di San Lorenzo - Viterbo

In quanti conoscono il fatto che Pierpaolo Pasolini definì la Tuscia viterbese, il paesaggio più bello del mondo? Non in molti, crediamo. Ma andiamo con ordine: anno 1964 e Pasolini è alla ricerca di una scenografia naturale (location diremmo oggi) per ambientare quello che sarà ‘Il Vangelo secondo Matteo’. Trovò nel torrente Chia che scorre tra Viterbo, Soriano nel Cimino ed Orte, quello che sarebbe divenuto il fiume Giordano dove girò le scene più belle del film. E  sempre in terra viterbese, girò ‘Uccellacci e uccellini’ che ambientò con lo sfondo di Tuscania, riconoscibile dalle turrite basiliche romaniche.

Un week end passato in questa terra, riserva sempre delle meravigliose scoperte ad iniziare dal caratteristico rione di San Pellegrino a Viterbo dove si può passeggiare all’interno di uno scenario architettonico che risale addirittura al medioevo e che è splendidamente conservato. Qui tra vicoli e piazzette l’atmosfera che si respira è quella lontana nel tempo tra palazzi nobiliari, torri, cortili, logge e balconi e minuscole scale esterne che portano a porte che hanno visto generazioni attraversarle. Perdersi sulla piazza San Pellegrino dove si affaccia una piccola chiesa, significa uscire fuori dall’oggi per entrare prepotentemente dentro un’altra dimensione temporale e lo scorcio che si può ammirare e che presenta il profilo dell’altissima Torre Scacciaricci è davvero superlativo.

Quella Viterbo che non è solo il Palazzo dei Papi ma una città dalla cento e più fontane, deve essere vissuta anche al di fuori della celebrazione della sua Patrona Santa Rosa che viene festeggiata con l’incredibile passaggio della macchina costruita in suo onore ad ogni inizio di settembre quando, una poderosa costruzione mobile attraversa le vie del centro storico, condotta da una pletora di facchini che sono a lei devoti.

Civita di Bagnoregio, la città fantasma, è unica nel suo genere.

Civita di Bagnoregio

Gli amanti della buonissima tavola non possono esimersi di non raggiungere la vicina Tuscania, un piccolo centro situato lungo la strada che conduce da Viterbo a Tarquinia, adagiato su verdissime colline nella valle del fiume Marta e che è stata definita rara perla di quella che fu la Maremma dalle macchie impenetrabili. Il paesino, pur risalendo alla sua origine indubbiamente etrusca, conserva intatta l’architettura medioevale che è caratterizzata da palazzi, chiese, fontane e dal castello di Rivellino.
Qui, proprio nella piazzetta dove c’è un’antica fontana denominata delle Sette Cannelle e lo storico Lavatoio dell’antico paese, è stata ricavato da un vecchio mulino, una trattoria dallo stesso nome della celebre fontana.  E’ un ritrovo per tutti gli amanti dell’enogastronomia che troveranno di che soddisfare il palato assaporando piatti della cucina tipica dell’alto Lazio, in un ambiente informale ma ben curato dove il cliente è tenuto in alta considerazione. Dai semplici e saporiti antipasti (assaggiate quello etrusco) ai primi e i secondi piatti a base di carne, tutto contribuisce ad un vero trionfo per l’appetito che sarà totalmente esaudito e che reclamerà un sicuro bis di qualcosa.

Altra meta di particolare interesse è Civita di Bagnoregio, la città fantasma. Unica nel suo genere, la ‘città che muore’ così definita a causa di una lenta progressione di frane delle pareti di tufo dove è stata costruità nell’antichità, è un agglomerato di case medioevali che ospitano pochissime persone. Civita  è unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte (ovviamente interdetto alle auto) che collega la cittadina alla strada statale che percorre la vallata. L’assenza di gente e di auto, impreziosiscono uno scenario da incanto che non potrà che non suscitare ammirazione e farvi dimenticare la fatica fatta per raggiungere la sommità del paese.

Aldo Galvagno

I parchi più belli d'Italia
I nostri lettori hanno eletto i Giardini del Castello Ruspoli di Vignanello a Viterbo come uno dei parchi più belli d'Italia. Fanno parte di questa speciale classifica anche il Parco giardino Sigurtà di Valeggio sul Mincio a Verona, la Villa Medicea di Castello e la Villa Gamberaia di Settignano a Firenze, la Reggia di Caserta, la Villa d'Este di Tivoli, i Giardini la Mortella dell'Isola d'Ischia, la Villa Durazzo-Pallavicini di Genova, il Parco di Monza, la Villa San Michele di Capri e la Certosa di San Lorenzo di Padula e la Villa Cimbrone di Ravello a Salerno.

Le piazze medioevali più belle d'Italia
Piazzetta san Pellegrino a Viterbo è una tra le più belle piazze medioevali d'Italia. Fanno parte di questa classifica anche Piazza dei Priori a Volterra, Piazza Vecchia e Piazza del Duomo a Bergamo, Piazza Inferiore e Piazza Superiore di San Francesco ad Assisi, Piazza Grande ad Arezzo, Piazza Silvestri a Bevagna, Piazza Matteotti a Castell'Arquato, Piazza del Comune a Cremona, Piazza del Comune a Fabriano, Piazza della Signoria a Firenze, Piazza della Signoria a Gubbio, Piazza San Martino a Lucca, Piazza Sordello a Mantova, Piazza Garibaldi a Massa Marittima, Piazza della Frutta e Piazza delle Erbe a Padova, Piazza del Duomo a Parma, Piazza IV Novembre a Perugia, Piazza del Duomo a Pisa, Piazza del Duomo a Pistoia, Piazza della Cisterna e Piazza del Duomo a San Gimignano, Piazza del Campo a Siena, Piazza del Duomo a Spoleto, Piazza del Popolo a Todi, la Piazza di Torcello, Piazza Duomo a Trento e Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori a Verona.

I musei Etruschi più belli d'Italia
Il Museo Civico di Viterbo è uno dei musei dedicati agli Etruschi più belli d'Italia. Se siete appassionati di storia ecco una selezione dei più interessanti: il Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme, il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto, il Museo Archeologico di Artimino a Carmignano, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia‎ a Roma, il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano a Pontecagnano Faiano, il Museo Etrusco Guarnacci a Volterra e il Museo Faina ad Orvieto.

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Le necropoli di Cerveteri e di Tarquinia a rappresentano il fulcro del nostro fine settimana
Teatro Maschere
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La tradizione vuole che sia stata fondata da Anco Marzio (il quarto re di Roma) nella seconda metà del VII secolo a.C.
Nemi vista dal lago
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Ai Castelli Romani per trascorrere la famosa gita fuori porta.

Cosa visitare nei dintorni di Viterbo Per chi ama viaggiare

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Cosa mangiare a Viterbo Per chi è alla ricerca di nuovi sapori

Gnocchi alla romana
Si preparano con il semolino anziché con le patate e vengono cotti nel latte dopo averli spolverati con formaggio e tuorli d’uovo prima di essere gratinati al forno con burro e parmigiano
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Porchetta di Ariccia
La porchetta viene cotta alla brace dopo che sia stata aromatizzata con sale, pepe e tantissime erbe. Dopo una lunga cottura viene servita fredda.
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Carciofi alla Giudia
Piatto della tradizione giudaica, realizzati con i carciofi romaneschi che dopo essere stati puliti delle foglie esterne, vengono cotti immersi a testa in giù nell’olio extravergine.
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Saltimbocca alla rom..
Fettine di vitello sopra le quali va posizionata una fetta di prosciutto e una foglia di salvia, poi arrotolate e sigillate con un stuzzicadenti. Cotte con burro e irrorate di vino bianco.
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Pizza di Civitavecchia
Tipico dolce dell’Alto Lazio, si prepara tutto l’anno anche se durante il periodo Pasquale è tradizione mangiarlo. Ingredienti: farina, ricotta, zucchero, pasta di pane, burro e uova.
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Bucatini all’Amatr..
Nata ad Amatrice era un piatto povero preparato dai pastori che utilizzavano solo quello che avevano: la pasta, il guanciale, il pecorino, il pepe nero, lo strutto e qualche pomodoro maturo.
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Abbacchio alla scott..
Piatto della tradizione romana è fatto al forno con le patate. E' un agnellino da latte e può essere cucinato alla cacciatora con aglio, rosmarino, acciuga, peperoncino e vino bianco.
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Coda alla vaccinara
Piatto popolano che si prepara con la coda di vaccina che viene cotta in un sugo di pomodoro, carota, cipolla, sedano, pinoli, uva sultanina e con una spolverata di cacao amaro.
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